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DHT (directly heated triodes - triodi a riscaldamento diretto ) e riduzione del rumore parte seconda

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DHT (directly heated triodes - triodi a riscaldamento diretto ) e riduzione del rumore
parte seconda

Da quello che abbiamo visto ed imparato nell'articolo precedente,  siamo riusciti a bilanciare perfettamente la sinusoide dell'alimentazione del filamento rispetto al centro.
Il pensiero più ovvio è che adesso non dovrebbe esserci più alcun HUM residuo, ma se leggiamo attentamente, ci accorgiamo che Ia~Vgk(3/2)  
Il che ci fa presupporre che in quasiasi caso ci troveremo con una ondulazione residua del seguente tipo:
Chiamando Vf+ la parte positiva del filamento e Vf+ la parte negativa del filamento e sempre approssimando abbondantemente otteniamo la seguente formula che si avvicina all'effettiva ondulazione residua.

( (Vf+ Vf+ )/2 + (Vf+ - Vf+ )/2+sin(2*Pi *f*t))^3/2-((Vf+ Vf+ )/2)^3/2

Questa formula ci fa vedere che l'ondulazione residua è nettamente bassa, ma rimane con una componente di base pari al doppio della frequenza di rete e non è in alcuna maniera cancellabile.
Se però consideriamo attentamente la formula ci accorgiamo che tale ondualzione è sempre e solo positiva, come una onda raddrizzata.
A questo punto una soluzine c'è: sovraimporre all'ondulazione residua una simile ondulazione invertita di fase e sfruttando il principio di sovrapposizione degli effetti ottenerne la cancellazione.
Il circuito al quale si giunge nel caso di bias catodico ( bias automatico ) è il seguente:

Nel caso di bias fisso,il circuito invece è quello qui sotto:


Questo circuito tramite i diodi D3 e D4 genera una sinusoide raddrizzata di ampiezza negativa pari alla tensione del filamento, che andiamo tramite la rete R7, R10,R9, R8  a sovraimporre alla tensione di griglia, andando così  a cancellare la qomponente fondamentale dell'ondulazione residua.
Ovviamente seguendo l'ondulazione residua una legge non lineare  con esponete 3/2, una parte ne rimarrà sempre, ma riusciremo ad eliminare una altra buona parte dello HUM, fino ad arrivare al limite di circa altri 22dB che è un ottimo risultato.
Agendo poi opportunamente sulla rete formata da R7, R10,R9, R8 usando induttanze e condensatori, si riesce a rendere la tensione superimpressa sempre più silmile ad una funzione con esponente 3/2 ed a diminuire ulteriormente l'ondulazione residua.
Alcuni obietteranno che nel  caso di bias catodico ( bias automatico ) tale rete porta anche una parte di feedback positivo all'ingresso, ma dimensionando opportunamente la rete  gli effetti si riducono a zero.
Nel caso di bias fisso, invece, non c'è alcun feedback positivo ed il circuito fa il suo sporco lavoro al 100%, notate però la presenza del condensatore di disaccoppiamentio che, mentre nel caso di bias catodico ( bias automatico ) non è necessario, nel caso di bias fisso è INDISPENSABILE, in quanto altrimenti la tensione di BIAS presente sulla griglia sarebbe non più quella prefissata, ma quella ottentua col partitore R9 , R10 e quindi di un 30% inferiore.

Non resta altro da dire se non BUON LAVORO!!!